Salta al contenuto principale

Piero Amerio — Consulente fiduciario del valore immobiliare

Torino in trasformazione: quartieri, infrastrutture e valori immobiliari.

Ricerca di settore · Piero Amerio, Mediatore Immobiliare – pieroamerio.com | Via XX Settembre 47, Torino

Torino cambia da sempre. Ha costruito l’automobile, ha ospitato le Olimpiadi, ha visto svuotarsi i capannoni di Mirafiori e riempirsi i corridoi del Campus Einaudi. Ogni decennio ha ridisegnato qualcosa. Quello che sta accadendo tra il 2025 e i prossimi dieci anni ha però una portata più ampia, perché tocca contemporaneamente la mobilità, i poli universitari e la qualità urbana di quartieri rimasti fermi per trent’anni.

Una città che cambia pelle

Torino cambia da sempre. Ha costruito l’automobile, ha ospitato le Olimpiadi, ha visto svuotarsi i capannoni di Mirafiori e riempirsi i corridoi del Campus Einaudi. Ogni decennio ha ridisegnato qualcosa. Quello che sta accadendo tra il 2025 e i prossimi dieci anni ha però una portata più ampia, perché tocca contemporaneamente la mobilità, i poli universitari e la qualità urbana di quartieri rimasti fermi per trent’anni.

Il 16 dicembre 2025 la Giunta comunale ha approvato il progetto preliminare del nuovo Piano Regolatore Generale, il primo dopo quello firmato da Gregotti e Cagnardi nel 1995. Il Consiglio comunale lo ha votato il 16 marzo 2026, e l’approvazione definitiva è attesa entro febbraio 2027 (fonte: Città di Torino). Il Piano individua otto Figure di Ricomposizione Urbana, le FRU, che il sindaco Lo Russo ha definito ironicamente con un acronimo “che suona più divertente dei soliti termini urbanistici”. Sono le otto aree su cui la città concentrerà trasformazioni, servizi e investimenti pubblici e privati: Porta Nord, Dora Verde, Arena Ruffini, Centro Innovazione, Forum Civico, Nuove Economie, Spazio Futuro e Settimo Asse (fonte: Futura News).

L’obiettivo dichiarato è una città più popolata, capace di ospitare circa 1.050.000 abitanti contro gli attuali 856.000 residenti, riqualificata nelle periferie e organizzata attorno ai nodi del trasporto pubblico, prima fra tutti la seconda linea della metropolitana (fonte: TorinoToday). I prezzi reagiscono già adesso, all’apertura dei cantieri, non alla loro chiusura.

Questa ricerca analizza i quartieri che subiranno le trasformazioni più profonde, fotografa la situazione attuale del parco immobiliare in queste zone e stima le traiettorie di valore nei prossimi anni.

Le trasformazioni previste: dove si interverrà e perché

Porta Nord e Barriera di Milano

Il quadrante nord-est è quello che cambia di più. La Linea 2 della metropolitana parte esattamente da qui: 27 km complessivi, 32 stazioni, configurazione a “Y”, con cantieri attesi dall’autunno 2026 e apertura programmata entro dicembre 2032 (fonte: Infra.To). La prima tratta funzionale collega Rebaudengo a Porta Nuova in 7,7 km e 10 stazioni, attraversa Barriera di Milano, intercetta il Campus Einaudi e la Manifattura Tabacchi in riqualificazione, poi scende fino allo snodo ferroviario principale (fonte: Città di Torino).

La FRU “Porta Nord” corrisponde al nodo intermodale di Rebaudengo, dove convergeranno la seconda linea della metro, il Sistema Ferroviario Metropolitano e il capolinea degli autobus metropolitani di via Fossata. Accanto, la FRU “Dora Verde” segue il corso urbano della Dora verso la zona ex ThyssenKrupp, dove troverà spazio anche il futuro Ospedale di Torino Nord, con l’indotto di servizi e occupazione che un polo sanitario porta con sé.

Barriera di Milano è storicamente il quartiere più economico di Torino. È anche uno dei pochi quartieri italiani ad alta densità in cui il tessuto sociale è cambiato in profondità nell’arco di vent’anni. Oggi il 16,1% dei torinesi è straniero, pari a 139.344 persone secondo la fotografia 2024 dell’Osservatorio interistituzionale per la Città metropolitana, e Barriera concentra una quota rilevante di questa presenza (fonte: TorinoToday). Il patrimonio è fatto di edifici degli anni ’50 e ’60 a proprietà diffusa, con prezzi accessibili e forte domanda di affitto. Con l’arrivo della metro questo contesto cambierà composizione.

La Manifattura Tabacchi: un campus universitario a Regio Parco

Poco più a est, nel quartiere Regio Parco, c’è il cantiere più ambizioso di questa parte di città. L’ex Manifattura Tabacchi, dismessa da decenni, diventa un campus universitario e un polo archivistico e culturale. Il progetto vincitore del concorso internazionale dell’Agenzia del Demanio, firmato da Eutropia Architettura con Pininfarina Architecture e Weber Architects, recupera circa 41.000 metri quadri di edifici e ne restituisce 4,5 ettari alla città. Dentro ci saranno residenze e servizi per studenti, aule di alta formazione e un nuovo polo archivistico per i Ministeri della Giustizia e della Cultura (fonte: Politecnico di Torino, Regione Piemonte).

L’investimento previsto supera i 180 milioni, in parte da fondi PNRR per gli alloggi universitari, in parte dal Demanio per demolizioni e bonifiche; al momento risultano coperti i primi 15 milioni (fonte: Torino Oggi). Le residenze studentesche cambiano la natura della domanda di affitto in tutto il quadrante nord-est, dai confini di Aurora fino a Barriera di Milano.

Mirafiori e le Nuove Economie

La FRU “Nuove Economie” riguarda Mirafiori. Qui il piano regolatore non smonta la fabbrica: l’area dello stabilimento resta riservata all’industria, e solo in futuro, a condizioni diverse, si valuteranno varianti (fonte: Città di Torino). Stellantis ci sta investendo: la Palazzina Centrale storica, sede di FIAT dal 1939, riapre entro il 2027 come quartier generale europeo del gruppo dopo una ristrutturazione su 61.000 metri quadri, e la nuova 500 ibrida è già in produzione nello stabilimento (fonte: Stellantis Media). Per il quartiere la trasformazione arriva soprattutto dalla Linea 2, che nel tracciato verso Orbassano servirà Mirafiori con una fermata dedicata.

Mirafiori ha due anime distinte nello stesso nome. Mirafiori Nord, più vicina al centro e a Santa Rita, ha già avviato una rivalutazione autonoma. Mirafiori Sud, dove le quotazioni restano tra le più basse della città, sarà la più lenta a muoversi, ma anche quella con il margine di rialzo più ampio.

Centro Innovazione: Politecnico, Porta Susa, OGR

Quest’area è già valorizzata. Il Politecnico, Porta Susa e le OGR ormai affermate come polo culturale sono nodi consolidati, che la FRU “Centro Innovazione” riconosce come sistema integrato su cui costruire altra densità di servizi e spazi pubblici. L’effetto sul mercato circostante, da Cit Turin a Parella a Borgo San Paolo, è già visibile nelle quotazioni, ma non ha ancora espresso tutto il potenziale legato alla Linea 2, che toccherà il Politecnico come nodo di interscambio con la tratta nord.

Forum Civico: Lingotto, Galimberti, ex Moi

Dalla stazione Lingotto verso piazza Galimberti, passando per il futuro Parco della Salute, il PalaVela e il Museo dell’Automobile, la FRU “Forum Civico” disegna un sistema di spazio pubblico continuo collegato al Po. L’ex Moi, le strutture olimpiche di via Giordano Bruno occupate per anni, rientra in questo disegno come area di trasformazione residenziale e di servizio.

Il Lingotto ha già anticipato il movimento. Tra il 2024 e il 2025 ha registrato la crescita più sostenuta tra le periferie torinesi, trainata dalla stazione metropolitana esistente e dalla piena operatività del Grattacielo della Regione Piemonte (fonte: Casaland).

Arena Ruffini

Tra il Parco Ruffini e la futura stazione ferroviaria metropolitana San Paolo, la FRU “Arena Ruffini” individua un polo sportivo urbano destinato ad ampliarsi, descritto nel Piano come “la città dello sport che vive ogni giorno”. È un’area che oggi riceve poca attenzione dal mercato immobiliare e che nei prossimi anni diventerà un caso da seguire, soprattutto per gli investitori con orizzonti lunghi.

Fotografia del parco immobiliare nelle aree in trasformazione

Barriera di Milano e Rebaudengo

Edificato in prevalenza tra gli anni ’40 e ’70, il patrimonio di Barriera di Milano è fatto soprattutto di condomini multipiano a proprietà frazionata, spesso con parti comuni poco curate. I tagli più comuni sono bilocali e trilocali di 50-80 mq. La classe energetica è quasi sempre bassa, E o F, con costi di riscaldamento elevati che pesano sull’appetibilità degli affitti.

A maggio 2026 il prezzo medio richiesto per il residenziale in vendita si attesta su 1.156 €/mq, il più basso tra tutte le zone della città, in crescita dell’11% rispetto ai 1.044 €/mq di un anno prima (fonte: Wikicasa). Le parti più dinamiche sono i due bordi: a ovest il quadrante di Rebaudengo, già servito dalla stazione, e a est il confine con Regio Parco, dove arriva il campus della Manifattura Tabacchi. Il canone medio di locazione è intorno ai 10,7 €/mq al mese (fonte: Casaland).

Chi acquista oggi a Barriera appartiene a due categorie opposte: chi non può permettersi altro e chi ha capito prima degli altri. Il divario di prezzo rispetto al centro resta ampio, dove la stessa rilevazione di maggio 2026 indica 3.709 €/mq per la zona Centro, Quadrilatero, Repubblica (fonte: Wikicasa). Con una fermata della metro a portata di passeggiata, quel divario inizierà a stringersi.

Mirafiori Nord e Santa Rita

Contesto sociale più stabile, con prevalenza di famiglie residenti da tempo ed edificato degli anni ’50-’70 in condizioni medie migliori rispetto a Barriera. A maggio 2026 Mirafiori Nord si attesta intorno a 1.735 €/mq (fonte: Commerciali.it), mentre la zona Santa Rita-Mirafiori Nord ha toccato 1.912 €/mq a fine 2025, con una crescita annua tra il 4 e il 6,4%, la più alta tra le periferie torinesi (fonte: Casaland).

La domanda qui ha due motori. Da un lato famiglie che arrivano da Santa Rita cercando metrature maggiori a prezzi più contenuti, dall’altro giovani professionisti attratti da quartieri ben serviti ma ancora accessibili. La vicinanza al Politecnico e al Campus Einaudi alimenta anche una domanda d’investimento orientata alla locazione a studenti e ricercatori.

Mirafiori Sud

Con valori di vendita tra 1.304 e 1.570 €/mq a maggio 2025 e una crescita annua del 4-6,8%, Mirafiori Sud resta la zona con le quotazioni più basse tra quelle destinate a trasformazioni rilevanti (fonte: Casaland). Il tessuto edilizio è quello tipico delle espansioni degli anni ’50-’70: grandi blocchi, ampi cortili interni, appartamenti di metratura generosa ma con impianti da rifare. La domanda cresce, ma lentamente, sostenuta soprattutto dall’accessibilità del prezzo.

Aurora e le aree attorno al Campus Einaudi

Aurora è il quartiere che ha sorpreso di più negli ultimi due anni. Il prezzo medio si è portato intorno a 1.520-1.530 €/mq, con incrementi del 7% annuo nel 2024, sostenuti da interventi visibili come Borgo Valdocco e il Parco della Dora e dalla massa critica della Nuvola Lavazza e del Campus Einaudi (fonte: Casaland). Il contesto sociale cambia in fretta: accanto ai residenti di lungo corso si è insediata una quota crescente di studenti, giovani professionisti e famiglie straniere stabilizzate con redditi medio-bassi.

Il rischio di pressione speculativa è concreto. I prezzi crescono in un quartiere dove la sostituzione proprietaria sta già accelerando. Chi vende oggi a 1.500 €/mq per fare cassa, spesso eredi o anziani soli, cede a compratori che puntano su una rivalutazione ulteriore.

Il Lingotto

Non lo si può più chiamare periferia. Con il +7,8% dei prezzi nel 2024 e una media di 1.650 €/mq, il Lingotto ha già compiuto gran parte del suo salto (fonte: Casaland). La stazione metropolitana della Linea 1, il Grattacielo della Regione, la Pinacoteca Agnelli e la vicinanza al futuro Forum Civico ne hanno consolidato l’identità di area trasformata con successo. Margini di rivalutazione residui esistono, ma sono più contenuti rispetto a Barriera o Mirafiori.

Previsione: come cambieranno i valori

Il mercato immobiliare torinese ha chiuso il 2025 con 16.151 compravendite residenziali, in aumento del 6,8% sull’anno precedente, e prezzi medi cresciuti del 2% in città. L’indice IPAB dell’ISTAT, che misura i prezzi delle abitazioni effettivamente compravendute, registra per Torino una crescita tendenziale del 3,6% nel quarto trimestre 2025 (fonte: Centro Studi FIAIP Torino, rielaborazione su dati OMI e ISTAT). Il mercato è in salute, più vivace in periferia che in centro, con una traiettoria di fondo al rialzo.

Nei prossimi anni non tutti i quartieri si muoveranno allo stesso modo. Si possono riconoscere tre dinamiche.

La rivalutazione rapida per effetto infrastruttura. Nei quartieri attraversati dalla Linea 2, da Barriera a Rebaudengo ad Aurora fino al Politecnico e a Mirafiori, il mercato anticipa sistematicamente l’apertura della linea. È già successo con la Linea 1: il Lingotto ha iniziato a crescere prima che la stazione aprisse. Lo stesso fenomeno è in corso ora, con i cantieri attesi dall’autunno 2026, e Barriera di Milano ha già segnato un +11% tra maggio 2025 e maggio 2026. Per Barriera e Rebaudengo è ragionevole attendersi prezzi sui 1.400-1.600 €/mq entro la fine dei lavori, con spazio verso i 1.800-2.000 €/mq nelle microzone più vicine alle stazioni una volta operativa la linea. Un raddoppio in dieci anni non sarebbe eccezionale: è quello che si osserva con regolarità nelle città europee dotate di infrastrutture di mobilità comparabili.

La rivalutazione per ricambio sociale e densità universitaria. Aurora, il quadrante attorno al Campus Einaudi e le zone vicine al Politecnico seguono una logica diversa, dove il motore non è solo la metro ma la concentrazione di popolazione giovane e istruita. Questo tipo di domanda trasforma i quartieri più in profondità della sola infrastruttura, perché cambia la composizione dei negozi, la qualità degli spazi pubblici, la percezione di sicurezza. Aurora è già avviata su questa strada e difficilmente rallenterà. I prezzi potrebbero raggiungere i 1.800-2.000 €/mq entro il 2028-2030, avvicinandosi ai valori che oggi ha Vanchiglia.

La rivalutazione lenta ma strutturale di Mirafiori Sud. È il quartiere con il potenziale più lungo da esprimere. Lo stabilimento resta industriale, e la rinascita della Palazzina Stellantis nel 2027 riporta migliaia di persone in zona, ma il salto del quartiere dipende soprattutto dalla Linea 2 e dai servizi che arriveranno attorno alla fermata. In uno scenario favorevole, con la metro operativa e il ricambio generazionale consolidato, i prezzi potrebbero crescere del 40-60% rispetto agli attuali entro il 2032-2035. È un orizzonte lungo. Chi cerca rendimenti veloci qui non li troverà. Chi compra un appartamento per abitarci, o un investitore paziente, troverà invece il miglior rapporto qualità-prezzo della città.

Cosa dice la ricerca a chi deve prendere decisioni oggi

Per chi vende in questi quartieri il momento è favorevole: il mercato è liquido, i tempi di vendita si sono accorciati e i prezzi sono su una traiettoria di crescita che cinque anni fa non era così chiara. Vendere bene in un quartiere in trasformazione, però, non si riduce a pubblicare un annuncio e aspettare. Significa capire dove si colloca il proprio immobile rispetto alla domanda che verrà, costruire un prezzo che anticipi senza forzare, e saper comunicare un valore, quello dell’accessibilità futura, dei lavori in corso, della rigenerazione già visibile, che molti acquirenti da soli non riescono ancora a leggere.

Per chi compra, la finestra più interessante è quella attuale. I prezzi di Barriera, Rebaudengo e Mirafiori Sud incorporano ancora lo sconto del quartiere popolare, non quello del quartiere connesso che diventeranno. Lo sconto si ridurrà man mano che i cantieri avanzano e la percezione cambia.

C’è poi una cosa che nessun dato quantitativo racconta: il cambiamento del contesto sociale. Una metro non sposta solo le persone, sposta le aspettative, le abitudini e, alla fine, i residenti. I quartieri che oggi costano poco perché lontani o mal serviti non resteranno né lontani né mal serviti. Chi compra adesso, sapendo cosa sta per succedere, compra la versione scontata di quello che in altre città questa stessa transizione ha già prodotto.

Caso pratico: un bilocale a Barriera di Milano, al confine con Regio Parco

Barriera di Milano finisce a corso Novara. Di là dal corso comincia Regio Parco, e lì sta la Manifattura Tabacchi che diventa campus universitario. Un bilocale nella parte est di Barriera, verso quel confine, si trova a cavallo di due spinte: la fermata della Linea 2 da una parte, le residenze e le aule per studenti dall’altra. È la zona su cui ho costruito questo esempio. Numeri realistici, assunzioni prudenti, nessun ottimismo gratuito.

L’immobile. Bilocale di 55 mq commerciali, circa 45 calpestabili, da ristrutturare, con impianti datati, bagno e cucina originali degli anni ’70 e classe energetica F. Si trova nella parte est di Barriera, verso corso Novara e il confine con Regio Parco, al secondo o terzo piano di uno stabile anni ’60 senza ascensore. A maggio 2026 il prezzo medio richiesto in zona è 1.156 €/mq, ma per un immobile da ristrutturare in condizioni non ottimali il prezzo a cui si chiude in trattativa scende tra 900 e 1.050 €/mq. La base di calcolo è 950 €/mq.

La struttura dell’investimento

Acquisto

VoceImporto
Prezzo immobile (55 mq × 950 €/mq)52.250 €
Imposta di registro (9% sul valore catastale, seconda casa da privato)~4.700 €
Notaio e spese accessorie~2.500 €
Mediazione (3% + IVA)~1.900 €
Totale acquisizione~61.350 €

Ristrutturazione (programmabile con calma, entro 2-3 anni dall’acquisto)

Per un bilocale di 55 mq destinato alla locazione studentesca non servono finiture di pregio, ma solidità, praticità e una buona classe energetica. Un intervento completo su impianti, bagno, cucina, pavimenti, tinteggiatura e serramenti costa tra 500 e 700 €/mq nella periferia torinese (fonte: Afarcasa, Edil Bianchini). La stima centrale è 600 €/mq, arredo essenziale incluso.

VoceImporto
Ristrutturazione completa (55 mq × 600 €/mq)33.000 €
Arredo minimo (cucina, letto, armadio, tavolo)4.000 €
CILA e pratiche tecniche2.000 €
Totale ristrutturazione~39.000 €

Investimento complessivo: circa 100.350 €

Una parte della spesa edilizia rientra nel Bonus Ristrutturazione. Per un immobile che non è abitazione principale la detrazione nel 2025 è del 36%, e per gli anni successivi è prevista in calo (fonte: Agenzia delle Entrate). Il calcolo che segue ignora il beneficio fiscale per restare prudente, ma vale la pena ricordarlo perché abbassa il costo netto reale dell’operazione.

Il ricavo atteso da locazione

La domanda va letta in due fasi, quella di oggi e quella attesa a metro operativa.

Oggi, senza metro. Un bilocale ristrutturato in questa zona, non ancora servita dalla nuova linea, rende sul mercato degli affitti tra 550 e 650 € al mese, arredato. Il pubblico è fatto di lavoratori fuori sede, giovani coppie e studenti disposti ad accettare gli attuali 20-25 minuti di mezzi pubblici di superficie verso il Campus Einaudi.

A metro operativa, dal 2032-2033. Qui cambiano due cose insieme. A pochi minuti a piedi, oltre corso Novara, apre il campus della Manifattura Tabacchi, con le sue residenze e le sue aule: studenti che cercano casa nel raggio breve, e questo bilocale ci rientra. In più la fermata della Linea 2 avvicina anche il Campus Einaudi, due fermate più in là, da venti minuti scarsi a cinque o sei. Un bilocale arredato in zone già servite e vicine ai poli universitari oggi sta tra 700 e 800 € al mese (fonte: idealista, Mioaffitto). Per questo immobile, a quartiere trasformato, il canone atteso sta tra 750 e 900 € al mese. Il valore centrale per il calcolo a regime è 800 € al mese.

Il calcolo della redditività lorda attesa

La redditività lorda è il rapporto tra il canone annuo lordo e il capitale investito, prima di tassazione, spese di gestione e periodi di sfitto.

ScenarioCanone mensileCanone annuoRendimento lordo
Conservativo750 €9.000 €8,97%
Centrale800 €9.600 €9,57%
Ottimistico900 €10.800 €10,76%

Per confronto, il rendimento lordo medio degli immobili torinesi nel 2025 si aggira sul 5-6% nelle zone centrali e tra il 6 e l’8% nelle periferie ristrutturate ben collegate. Un’operazione calibrata su un quartiere in trasformazione, acquistata oggi a prezzi che non incorporano ancora il premio dell’infrastruttura, sta sopra questa media.

La rivalutazione del capitale

Il rendimento da locazione è solo metà del conto. L’altra metà è l’apprezzamento dell’immobile.

Se Barriera seguirà la traiettoria del Lingotto, il riferimento torinese più vicino per tipo di trasformazione, il valore dell’immobile ristrutturato può passare dagli attuali 1.400-1.500 €/mq post-lavori a 1.900-2.200 €/mq entro il 2032-2033. Su 55 mq commerciali significa un valore di mercato tra 104.500 e 121.000 €.

VoceImporto
Canoni lordi (6 anni × 9.600 €/anno)57.600 €
Valore finale stimato dell’immobile112.750 €
Valore finale complessivo170.350 €
Investimento iniziale100.350 €
Risultato lordo a 6 anni+69.735 € (+69,5%)

Il calcolo è lordo e non considera la tassazione sui canoni (cedolare secca al 21% per i contratti ordinari, al 10% per il canone concordato), le spese condominiali a carico del proprietario, l’assicurazione, i periodi di sfitto e la manutenzione ordinaria. Nella pratica il rendimento netto si riduce del 30-40% rispetto al lordo. Anche così, l’operazione produce un ritorno difficilmente replicabile con strumenti finanziari a rischio comparabile.

Le variabili da tenere d’occhio

Nessuna previsione è una certezza. Tre fattori meritano attenzione.

Il primo è l’avanzamento del cantiere della Linea 2. I tempi dichiarati, con apertura al 2032, presuppongono lavori senza interruzioni rilevanti. Un ritardo di due o tre anni sposterebbe in avanti l’apprezzamento del canone senza annullarlo.

Il secondo è la qualità della ristrutturazione. Un bilocale mal ristrutturato o poco adatto agli studenti, senza spazio per studiare, con riscaldamento inefficiente o scarso isolamento acustico, fatica a trovare inquilini in qualsiasi zona. Investire in qualità costruttiva paga, a Barriera come altrove.

Il terzo è la scelta del contratto. Il canone concordato (4+4 anni con valori fissati dagli accordi territoriali) offre la cedolare secca al 10% invece del 21%, riduce la tassazione e dà stabilità. Per gli studenti il contratto transitorio universitario, da 6 mesi a 3 anni, è più flessibile. La scelta dipende dal profilo del proprietario e dalla disponibilità a gestire la rotazione degli inquilini.

Tabella riepilogativa: valori attuali e previsioni per quartiere

I valori di compravendita indicano il prezzo medio richiesto al metro quadro per il residenziale, da rilevazioni di immobiliare.it, wikicasa.it, Casaland e Centro Studi FIAIP Torino, aggiornate tra maggio e giugno 2026. I canoni di locazione sono in €/mq al mese. Le previsioni sono scenari ragionati allo stato di metro operativa (2032-2033) e non costituiscono garanzie.

QuartiereVendita oggi (€/mq)Affitto oggi (€/mq mese)Vendita prevista (€/mq)Var. attesaOrizzonte
Barriera di Milano / Rebaudengo1.100 – 1.25010,71.800 – 2.000+60 / +80%2032-2033
Aurora (Campus Einaudi)1.520 – 1.53011,01.800 – 2.000+20 / +30%2028-2030
Mirafiori Nord / Santa Rita1.735 – 1.9129,42.100 – 2.300+15 / +25%2030-2032
Mirafiori Sud1.304 – 1.5709,81.900 – 2.200+40 / +60%2032-2035
Lingotto1.65010,11.900 – 2.100+15 / +25%2030-2032
Politecnico / Cit Turin2.7109,12.900 – 3.100+7 / +15%2030

Come leggere la tabella

I quartieri non si muovono alla stessa velocità né per le stesse ragioni.

Barriera di Milano e Rebaudengo partono dai valori più bassi e hanno il margine di crescita percentuale più ampio, perché incorporano ancora lo sconto del quartiere popolare. Sono anche i più legati ai tempi della metro: la crescita prevista è la più alta in percentuale, ma dipende dal completamento dell’infrastruttura.

Mirafiori Sud è il caso a orizzonte più lungo. L’apprezzamento dipende dalla riconversione dello stabilimento Stellantis, un processo che si misura in decenni. Chi compra qui mette in conto di aspettare.

Aurora e Lingotto hanno già percorso gran parte della strada. Margini residui esistono, ma più contenuti, perché il mercato ha già prezzato buona parte della trasformazione.

I quartieri consolidati come Cit Turin e l’area del Politecnico crescono poco in percentuale, ma offrono la massima liquidità: si vendono e si affittano in qualsiasi fase di mercato. Sono investimenti di stabilità più che di rivalutazione.

Una cosa attraversa tutta la tabella. Il divario tra centro e periferia, rimasto ampio per trent’anni, comincerà a stringersi proprio nei quartieri analizzati in questa ricerca. Non perché le periferie diventino centro, ma perché smettono di essere irraggiungibili.

Ricerca elaborata da Piero Amerio, Mediatore Immobiliare Indipendente

Fonti: Città di Torino (PRG 2025), Infra.To, Osservatorio interistituzionale Città metropolitana di Torino, Centro Studi FIAIP Torino, Osservatorio OMI dell’Agenzia delle Entrate, ISTAT, immobiliare.it, wikicasa.it, commerciali.it, Casaland, idealista

Dati aggiornati a giugno 2026

pieroamerio.com · Via XX Settembre 47, Torino · +39 375 543 9213

La ricerca ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o di investimento. I valori riportati sono stime basate su dati di mercato pubblici aggiornati a giugno