Mi capita spesso, al momento di ritirare una proposta di acquisto per un immobile che il proponente sia molto restio ad offrire una caparra confirmatoria consistente, quasi avesse paura di rischiare qualcosa.
Ho detto offrire perché questo è quello che pensano di fare gli acquirenti. In realtà la parola giusta è richiedere!
Proprio così, quando scriviamo sulla nostra proposta un valore di caparra confirmatoria, questo è l’importo con il quale richiediamo al venditore di impegnarsi a rispettare l’eventuale preliminare stipulato.

Mi spiego meglio.
Iniziamo a chiarire che la caparra confirmatoria è sostanzialmente differente dal semplice acconto.
A differenza dell’acconto, la caparra serve come garanzia dell’impegno assunto. In caso di inadempimento di una delle parti, la parte non inadempiente può trattenere la caparra (se è stata ricevuta) o chiedere il doppio di quanto versato (se è stata data).
Dal punto di vista di un acquirente, cosa potrebbe succedere se stipulassimo un preliminare di compravendita con una caparra di basso valore?
Potrebbe succedere che il venditore, nel tempo che intercorre tra il preliminare ed il rogito, potrebbe tranquillamente accettare una eventuale offerta più conveniente anche perdendo il valore di caparra.
Facciamo un esempio:
– importo concordato al preliminare: 100.000€
– caparra: 1000€
– nuova offerta concorrente: 105.000€
il venditore, accettando la nuova proposta avrebbe un vantaggio economico di 4.000€
Quando acquistate la vostra nuova casa fate quindi attenzione, indicate in offerta un valore di caparra più elevato possibile. Avrete due effetti a vostro favore:
– maggiore garanzia di rispetto del contratto
– maggiore appetibilità della vostra offerta rispetto ai vostri concorrenti (qualunque venditore è felice di incassare una caparra elevata al momento del preliminare!)